Single? Nessun problema, non sei l’unica.

Quel momento in cui credete di avere tutto, forza, intelligenza, bellezza e anche fortuna, soprattutto quest’ultima. Credete di poter essere donne forti e indipendenti, credete di essere superiori e avvantaggiate.

Tutti sentimenti che almeno una volta nella vita noi donne proviamo o almeno proviamo a far credere agli altri di essere questo. Semplici donne con le palle.

Ma poi arriva l’ennesimo ragazzo, l’ennesimo stronzo che ti prende il cuore, lo usa per un po’ e poi te lo getta, proprio davanti ai tuoi piedi, ma tu non puoi farci nulla, perché il cuore che tu vedi è tutto rovinato, sbriciolato. Eppure ci provi a riprendertelo, a fartelo tuo di nuovo, ma sai benissimo che quel cuore tutto rovinato, anche se solo in minima parte, ormai non lo è più, perché le sue mani lo hanno toccato… lo hanno contagiato.

Ecco, potrei farti l’ennesimo monologo di quanto noi donne dobbiamo essere forti, che dobbiamo metterci difronte allo specchio, ritornare a sorridere e far vedere al tuo lui come puoi vivere benissimo anche senza di lui.

Non raccontiamoci l’ennesima stronzata. Solo l’1% di noi donne ci riesce davvero. Il restante, compresa me, prende qualcosa da mangiare, si siede sul divano e prende quel maledetto telefono, apriamo il suo profilo Instagram e iniziamo ad insultarlo come se non ci fosse un domani.

Ma ecco che comincia la seconda fase, perché si, non è mai così semplice, noi non ci accontentiamo di insultarlo e basta. La seconda fase prevede il ricordo, che molto tragicamente si mischia alla fantasia.

Ora non venitemi a dire che non lo avete mai fatto! Inizi a ricordare il momento in cui vi siete baciati per la rima volta e iniziate ad immagine un seguito diverso da quello che è successo realmente. Oppure il suo primo messaggio per te. Lo rileggi e poi noti quante stronzate hai detto e quindi inizi ad immaginarti conversazioni diverse, conversazioni più da film oscar, scene che aimè, non succederanno mai.

Tutte noi almeno una volta nella vita lo abbiamo fatto, ma ecco che entriamo nella terza fase. Il pianto. Iniziamo a piangere di brutto e poi chiamiamo l’amica, ci disperiamo di quanto siamo sfigate in amore e ci incazziamo di nuovo dando tutta la colpa a quello stronzo.

E dopo il pianto, entriamo nella quarta fase. L’accettazione o quella che noi crediamo che sia, perché non è mai così, perché passano due giorni, o per chi è più forte anche quattro o cinque, e ritorniamo nella nostra chat e quelle lettere scorrono tra le dita e poi schiacciamo quel pulsante. E… invio! La cazzata del giorno l’abbiamo fatta! E ce ne pentiamo anche, ma poi lui fa in modo che non sia così. Ti fa ricredere che tutti i pensieri fatti in questi giorni di inferno sono stati infondati e tu ci ricaschi come una poveretta.

Lui dice che vuole riprovarci, tu provi a fare l’orgogliosa, ma pian piano ti ritrovi a dire che ci vuoi provare anche tu. E così, inconsapevolmente, siamo entrate nella quinta fase, la fase in cui veniamo prese in giro e nemmeno ce ne accorgiamo. Ma poi arriva quel giorno, quello stramaledetto giorno, in cui tutto crolla e ti sentiamo, per l’ennesima volta, delle povere stupide.

Potrei dire che entriamo nella sesta fase, ma questo è soggettivo. Ognuna di noi crea la sesta fase a modo suo, alcune nemmeno ci arrivano, altre invece si bloccano lì.

Io, personalmente, credo di esserci arrivata alla sesta fase, ma non so se mai riuscirò ad uscirne.

E bene sì, faccio parte del 99% di ragazze sfigate in amore o sfigate e basta. Potrei prolungarmi con la descrizione personale, ma vi basta sapere che potete chiamarmi, Lollo.

“Gli uomini sono come il vino”

La mia esperienza personale? Non è ho molte, ma quelle poche che ho avuto sono state significative. L’ultimo, per esempio. Mia stessa età, anche abbastanza carino. L’unica pecca, stupido come tutti gli altri.
Abbiamo iniziato a parlare attraverso Instagram, sembrava carino, ma era un foglio bianco. Poche emozioni, poche sfumature, niente di niente.
Ma la nostra relazione è cominciata lo stesso, per ben quasi un anno ci siamo visti e la nostra relazione sembrava anche andare bene, finché ho preso la decisione della mia vita, cioè quella di andare a vivere a Londra per un anno come ragazza alla pari.
Per lui sembrava andare tutto bene, finché, a due settimane dal mio arrivo per le vacanze natalizie, lui prende la bellissima idea di lasciarmi.
Ovviamente ci sono rimasta, come qualsiasi altra donna nella mia situazione mi sono arrabbiata, mi sono sentita presa in giro. Ma la prima cosa a cui ho pensato realmente, è a quanto sia stato stupido e senza palle.
Ora ditemi quante di voi si sono trovate nella mia stessa situazione. Magari contesto differente, ma stessa fine. Perché non credo proprio di essere stata la prima.
Mi son subito venuti in mente tutti i ragazzi che ho conosciuto e tutti, e non ne lascio nemmeno uno, non hanno mai avuto le palle di lasciarmi di presenza. Tutti attraverso un telefono. E ora, mi chiedo che problema abbia la nuova generazione di uomini e cosa abbiamo fatto di male per meritarci questo? Ancora non sono riuscita a darmi una risposta e non credo nemmeno voi.
Dove sono finiti gli uomini che corteggiavano la donna, quello che faceva di tutto per tenersela per sé. E invece ora tutto ruota intorno ad un telefono e così, una relazione di quasi un anno, finisce dritta nel cestino. Peccato che non è quello reale, ma quello virtuale e anche se il concetto è quello, la differenza è netta.
Prima c’erano i gentiluomini, gli uomini rozzi, gli uomini poetici, gli uomini un po’ perversi, gli uomini duri dal cuore tenero, i the best, i tosti, i misurati, i sottomessi, i mentali, i dipendenti e gli indipendenti. La lista era davvero lunga. E adesso cosa abbiamo?
Il solito ragazzino, vestito uguale a tutti gli altri, che non ha voglia di una relazione seria, però vuole avere una relazione. La cosa è abbastanza confusa anche per me e per quanto mi sforzi a darmi una spiegazione, il risultato è sempre quello: gli uomini di oggi hanno perso letteralmente le palle.
Quando ero piccola sognavo il principe azzurro, crescendo volevo il ragazzo duro e testardo, ma dal cuore tenere e invece, ora che sono adulta e consapevole di quello che ci circonda, mi limito a sperare che il prossimo uomo che entrerà a far parte della mia vita sia almeno decente. Non troppo stupido, non con troppe pretese, non che abbia una sfilza di ragazze di cui vantarsi addietro e che i suoi amici non siano un branco di imbecilli.
Eppure ci ricaschiamo sempre, perché l’uomo che ci andiamo a prendere, ha proprio tutte le caratteristiche che noi volevamo evitare. Ma la ragione è una, perché non abbiamo molte possibilità e quindi ci tocca accontentarci, anche se non vorremmo e non dovremmo.
E come diceva Montale, “gli uomini sono come il vino: non tutti i vini invecchiando migliorano; alcuni inacidiscono”. Perciò, care mie ragazze, se sentite che qualcosa non va, sentite un qualcosa di aspro in lui, è ora di pensarci sù, di aprire un po’ il cervello e forse iniziare a scavare tra la folla, per cercare l’uomo davvero diverso da tutti gli altri, perché in fondo ce lo meritiamo, che ne pensate?